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Gen Z7 min di lettura

Come attrarre la Gen Z in azienda: 7 leve concrete.

La Gen Z sceglie dove lavorare prima del colloquio. Sette leve concrete, dalla career page alle recensioni, per entrare nella sua lista.

Quando un'azienda dice di non trovare giovani, spesso il problema non è il colloquio: è tutto quello che succede prima. Un candidato della Gen Z si fa un'idea leggendo la career page, gli annunci, le recensioni e i social. Se quello che trova è generico o incoerente, l'azienda viene scartata senza che lo sappia.

Le sette leve che seguono corrispondono ai sette pilastri con cui GPI misura l'attrattività percepita. Per ciascuna trovi cosa guarda un giovane e cosa puoi fare da subito. Il principio è sempre lo stesso, ed è spiegato in La Gen Z decide prima del colloquio: contano i segnali verificabili, non le dichiarazioni.

1. Uno scopo che si vede, non solo uno slogan

La missione aziendale interessa se è collegata a cose concrete: cosa producete, per chi, che impatto ha. Mostra progetti reali e persone che ci lavorano, invece di valori astratti.

2. Percorsi di crescita descritti con precisione

"Possibilità di crescita" non dice niente. Dove si può arrivare in due o tre anni, con quale formazione, chi l'ha già fatto: queste sono le informazioni che fanno la differenza.

3. Flessibilità scritta nero su bianco

Orari, turni, ferie, gestione degli imprevisti. Anche in produzione, dove lo smart working non è possibile, si può essere chiari su cosa è flessibile e cosa no. La chiarezza conta più della promessa.

4. Inclusione con prove, non con dichiarazioni

Certificazioni, politiche pubblicate, persone diverse nei ruoli visibili. Se avete una certificazione sulla parità di genere ma non ne parlate mai ai candidati, per loro è come se non esistesse.

5. Trasparenza su retribuzione e selezione

Fascia retributiva nell'annuncio, fasi della selezione, tempi di risposta. È la leva più semplice e oggi anche la più urgente: trovi come fare in Range retributivo negli annunci.

6. Strumenti e innovazione mostrati sul campo

I giovani vogliono capire con quali tecnologie lavoreranno. Macchinari, software, progetti di automazione: una foto del reparto vale più di un paragrafo sull'innovazione.

7. Coerenza tra quello che dite e quello che emerge

Recensioni dei dipendenti, articoli di stampa, commenti sui social. Non serve che sia tutto positivo: serve che l'azienda risponda e che la distanza tra promesse e realtà sia piccola. È il pilastro che chiamiamo Reality Check.

Da dove partire

Non serve lavorare su tutte e sette le leve insieme. Conviene partire da quelle dove la distanza dai competitor è più ampia. Uno snapshot GPI mostra in 45 minuti dove si trova la vostra azienda su ciascun pilastro rispetto al settore.

Domande frequenti

Cosa cerca la Gen Z in un'azienda?

Chiarezza su retribuzione e crescita, coerenza tra quello che l'azienda dice e quello che si vede, e un lavoro con uno scopo comprensibile. Più delle promesse contano le prove verificabili.

Dove si informa la Gen Z prima di candidarsi?

Sulla career page, negli annunci, nelle recensioni dei dipendenti, sui social e attraverso il passaparola. Ogni canale è un segnale che si somma agli altri.

Lo stipendio conta ancora per i giovani?

Sì, e la trasparenza sulla cifra conta quasi quanto la cifra stessa. Un annuncio senza retribuzione viene spesso scartato.

Come capire se la nostra azienda è attrattiva per i giovani?

Guardando i segnali pubblici come li vede un candidato, e confrontandoli con quelli dei competitor. È quello che misura lo score GPI.

Team GPI · NextGen